Pasquale Picazio

 

   

                                                                                                           

L'Artista                                                                                                                                                              

IL PENSIERO

Il Pensiero

La Critica

   In questa mia pubblicazione vorrei esprimere un mio pensiero riguardo all'arte e, in particolare alla pittura. Non ritengo che l'"improvvisazione", negata per qualunque forma artistica, si possa invece, oggi tranquillamente  applicare alla pittura. Non basta voler fare arte per fare arte.

Io non ho la pretesa di definirmi un artista, altri mi giudicheranno, ma ho sempre cercato nelle mie opere di spaziare sia nella forma, sia nel contenuto, sia nelle tecniche; la mia è una ricerca continua di espressione perchè è attraverso la pittura che riesco ad esprimermi compiutamente. L'arte mi piace tutta, a prescindere dalla storia, dalle mode e dagli stili ed è per questo che ho dipinto quadri neoclassici, impressionisti, cubisti, astratti, cercando comunque di esprimere me stesso. Ho sempre cercato di oltrepassare i limiti delle correnti e degli stili, alla ricerca del bello comunque; che io dipinga una natura morta o una città o una composizione spaziale, il contenuto è il pretesto per una creazione compositiva che mi dia un'intima soddisfazione estetica.

Preparo da me le tele, le tavole, i cartoni e li riempio di colori che a volte rappresentano una figura, una città, un astratto o altro ancora, tirando fuori dal profondo di me stesso, una composizione che soddisfi il mio occhio e appaghi momentaneamente i miei sensi; dico momentaneamente perchè ho sempre la necessità di andare oltre e passare ad un'altra tela da dipingere ed un'altra ancora e così di seguito. Mi sono permesso di esprimere i miei pensieri senza una meditazione critica perchè sono convinto che un'opera visiva debba essere sufficiente a se stessa e compresa senza il supporto aggiuntivo di parole, perchè le parole non possono sostituire l'immagine. L'opera sta lì, nuda, si mostra nella sua interezza senza inibizioni, non ha parti nascoste da scoprire.

L'opera concettuale che non ha una corrispondenza biunivoca tra il concetto e l'immagine non è, a mio avviso, un'opera d'arte. Inoltre cosa vuol dire "arte concettuale"? Forse nell'arte primitiva, egizia, greca, romana, rinascimentale, non vi sono espressi dei concetti? E allora, se la "Creazione di Adamo" di Michelangelo e la "Merda di Artista" in un barattolo di Manzoni sono la stessa cosa, c'è qualcosa che non va: se la "Cena in Emmaus" di Caravaggio e un cartone sporco di Schifano sono la stessa cosa, c'è qualcosa che non quadra. E come dice Zecchi: "Se tutto è arte, nulla è arte".

Concludo dicendo che non credo basti un pensiero o un concetto per realizzare un'opera d'arte. Una natura morta, una figura, un paesaggio o un quadro astratto assurgono ad opera d'arte non certo e non solo per il loro contenuto, ma per il modo in cui sono stati dipinti. E' sempre il "come" che fa la differenza. Per quanto mi riguarda, ho la sensazione di non avere abbastanza tempo per dipingere tutto quello che vorrei. E penso che il mio quadro piu' bello è quello che ancora non ho dipinto.


 

 

For Contact

Tel +39 0644340939 /+39 3389560405
Studio Via Castelfidardo 48A - Roma

Galleria "Palazzo Margutta" Via Margutta 55 Roma